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A che punto siamo?

La Società Holcim ha presentato in Provincia la proposta di un nuovo luogo estrattivo, situato sulle pendici del Monte Cornizzolo nel territorio del Comune di Civate.
Questo nuovo progetto prevede l’estrazione di 20 milioni di tonnellate di materiale l’equivalente di 8 milioni di metri cubi per i prossimi 20 anni (richiesta della Holcim).
In parallelo il Coordinamento a difesa del Cornizzolo, che comprende diverse Associazioni dei Comuni interessati (Civate, Valmadrera, Asso, Canzo, Suello ecc) ha presentato le sue osservazioni esprimendo contrarietà alla possibile escavazione. Esso si riunirà di nuovo ad inizio novembre.
La prima conferenza VAS si è svolta il 22.09.2011, occasione in cui sono state presentate le richieste di escavazione da parte dei cavatori e le osservazioni dei Comuni e delle Associazioni.
Questi ultimi hanno tempo 60gg dalla prima conferenza per presentare ulteriori osservazioni.
Dopo di ciò l’iter tecnico del piano cave della Provincia di Lecco prevede una seconda conferenza VAS dove è pensabile che verrà presentata la proposta definitiva di scavo, la quale avrà un iter tecnico-politico nella Commissione Ambiente della Provincia di Lecco, e successivamente al Consiglio Provinciale che dovrà votare un semplice SI o NO a questa proposta.
La palla poi passerà al Consiglio Regionale della Lombardia che a sua volta deciderà se lasciare immutato il piano cava o modificarlo.

Il rischio è elevato, più di quello passato 10 anni fa. Le iniziative prese sino ad ora dalle varie istituzioni e associazioni sono lodevoli, vorremmo dare anche noi il nostro contributo per promuovere azioni incisive, determinanti sull’esito di questa battaglia.

Il nostro territorio ha già dato alla collettività, sacrificando i suoi spazi vitali: traforo del Barro con viadotti a vista, superstrada che passa vicino ai paesi (Civate soprattutto), cava di Cesana-Suello, cave di Galbiate tutt’ora funzionante, nuovo supermercato a Civate , aree industriali dismesse (e per ora senza un chiaro futuro) come l’ex Black e Decker, forno inceneritore a Valmadrera, sito del compostaggio ad Annone ecc.
Insomma crediamo che per il bene comune si sia già dato e che la concentrazione di attività private e opere pubbliche in uno spazio cosi piccolo sia arrivata al culmine della sopportabilità e vivibilità quotidiana dei suoi cittadini.

E’ impensabile aprire un altro luogo estrattivo sul Cornizzolo. Che ne pensate di vivere sotto le mine che giorno e notte accompagneranno le nostre vite?

A tal fine un gruppo di cittadini, gli Indignados, con la collaborazione del Circolo Arci Bellavista di Civate, vuole rendersi parte attiva nel diffondere tale situazione di pericolo, attraverso la creazione di un sito come spazio nel mondo virtuale (www.cornizzolonocava.com) e con l’utilizzo di tutti i mezzi informatici e multimediali disponibili, allo scopo di informare e sensibilizzare la popolazione del pericolo che corre, il tutto in uno spirito di collaborazione di diffusione e informazione su quello che la Politica, le Istituzioni, la Società Civile e il cittadino hanno fatto e intendono fare per combattere una ferita mortale ad un territorio che non vuole e non può più dare ma che va valorizzato per le sue bellezze artistiche, ambientali e culturali a tutela della nostra e delle future generazioni.

Una voce in più al coro CornizzoloNoCava aiutateci a diffondere, informare e mobilitare i cittadini.. .

CONTATTI
web www.cornizzolonocava.com
mail nocava@hotmail.it
facebook cerca “No Cava sul Cornizzolo”

8 comments to A che punto siamo?

  • paolo

    No sarà certo una singola ditta privata a vincere contro il nostro diritto di salvaguardare quel poco di natura che ancora viene rispettata e salvaguardata!!
    Organizziamoci in una manifestazione in tutta lecco con arrivo sotto il palazzo della provincia. se necessario, se non ci ascoltano, ci fermiamo anche la notte con i sacchi a pelo finchè non bocciano definitivamente il progetto.
    Io ci sto!

  • manuel

    tutta la mia famiglia è al vostro fianco. Al diavolo la cava, abbiamo un paese magnifico deturpato dall’ignoranza, dall’avidità e dagli eccessi di potere. Con voi per difendere il Cornizzolo.

  • LAURA

    Buongiorno, rientro ora,e ho notato i vs. striscioni con slogan contro la Holcim.Perchè non è contro la cava, ma contro l’azienda che protestate! E mi sono chiesta: “ma questi sono gli stessi elementi che, fra qualche tempo,si presenteranno sul territorio a protestare contro, questa volta la Holcim,perchè, costretta dopo le pressioni dei LAZZARONI a trasferirsi o peggio ancora a chiudere??” Allora vi batterete per il diritto al lavoro, mi fate proprio ridere, con questa vs politica disfattista create solo problemi a quanti lavorano direttamente o indirettamente per questa azienda. Giusto fare controlli affinchè le cose si svolgano correttamente, ingiusto creare disoccupati. Sapete che già ora esiste una importazione di manufatti del cemento dal Montenegro??? vi rendete conto dei costi nonchè dell’inquinamento per il trasporto degli stessi? Dite che la montagna va protetta, ma prima di tutto non vanno tutelate le persone che fortunatamente lavorano?? FAMIGLIE CHE DEVONO MANTENERE FIGLI, PAGARE MUTUI, TASSE, VIVER… VERGOGNATEVI DI QUESTA BASSA E SPORCA POLITICA CHE STATE FACENDO,LASCIATE IN PACE CHI ONESTAMENTE SI GUADAGNA LA GIORNATA E TROVATEVI UN PASSATEMPO PIU’ REDDIZIO.

  • Erwin

    Con la stessa logica potremmo giustificare anche i fabbricanti d’armi e perchè no? i terroristi. Hanno famiglia, devono lavorare, tanto se rientrano nell’alveo della legalità , che importa la giustizia.

  • Cara Laura, capisco che pensare di perdere il posto di lavoro non è cosa piacevole di questi tempi ma lo è ancor di meno fare la marionetta di quattro straccioni di manager. Manager che sperperano i soldi anziché far girare bene le aziende e quando è il momento riconvertirle e preservare i posti di lavoro. Perché questa è la realtà. come per tutte le aziende i manager se ne stanno li a mangiarsi fuori i capitali fregandosene di far girare bene le aziende tanto poi loro vanno e smollano debiti e incompetenze e chi ci rimette sono i lavoratori e chi sta sul territorio. Piuttosto di prendertela con chi preferisce vivere senza una cava sulla testa prenditela con i manager Holcim. Aanziché continuare a fare la loro marionetta vai da loro e chiedigli come mai con tutti i soldi che prendono non sanno fare piani industriali che non siano copie di quelli ottocenteschi. Sei patetica tanta è la tua ignoranza. Se tu o tuo marito avete diritto a lavorare noi altri abbiammo diritto alla nostra montagna. Non è guerra tra poveri è guerra contro gli ignoranti, tu.

  • Luigi

    Cara Laura, qualcosa non va nel Tuo ragionamento…Tutti sanno bene che il cemento è solo una coprtura per la Holcim alla ben più numerativa attività di inceneritore (basta guardare i bilanci). Ma allora perchè la Holcim non si limita a fare da inceneritore e lascia in santa pace le nostre montagne ?

  • Giorgio

    Ecco un altro burattino della Holcim che fa capolino, sono tanti ultimamente, ci sono anche un paio di sindaci, di quelli che fanno la capriola appena la holcim schiocca le dita…ne abbiamo visti tanti in questi anni di zelanti amministratori/tappetini schierati dalla parte del profitto anzichè da quella dei dei cittadini. Ma credo che questa volta i nani e le ballerine si devono rassegnare, per Holcim è l’inizio della fine, ed ERA ORA||||||||

  • Manuel

    Ho inviato questa risposta al dr Domenico Salvadore della Holcim che oggi ha inviato a tutti i residenti di Civate ( e immagino anche degli altri paesi) un leaflet pubblicitario in cui giustifica l’attività della cava :Messaggio: Buongiorno,ho ricevuto il vs leaflet in cui con forza.azione.passione il dr Domenico Salvadore (che per favorire la comunicazione diretta non indica neppure un mail aziendale specifico di riferimento) parla di sostenibilità,impegno sociale ecc. Affrontiamo le cose con razionalità e non con il marketing,per favore. Non si tratta di poco,ogni azione verso l’ambiente è irrimediabile, un milione di tonnellate di calcare per 20 anni sono 20 milioni di tonnellate di calcare strappate alla montagna – irrimediabilmente – e ,altrettanto irrimediabilmente gettate a sporcare prati e ambienti naturali. E grazie della giornata di volontariato aziendale ,bel gesto per lavarvi l’anima; grazie anche di lasciarci percorrere i siti di estrazione nei week end per i prossimi 20 anni . Tra i vostri dipendenti degni di rispetto ci sono anche coloro ( o colui) che come prestanome girò tra i piccoli proprietari di Civate – e forse anche di altri paesi – e comprò anni fa sotto falso nome i terreni a persone ignare per poi cederli a voi per l’attività estrattiva che ora volete far partire ? E’ questa la base per approfondire un tavolo di discussione con le istituzioni locali ? E’ il ricatto occupazionale la leva per giustificare la vostra attività ? La vostra società è svizzera,mi pare (correggetemi se sbaglio) e come mai viene in Italia e soprattutto in Lombardia a svolgere attività estrattiva ? Come mai in Svizzera le cave sono molto meno frequenti che in Lombardia ? Ma qualcuno di voi ha mai percorso senza in testa il guadagno i sentieri delle montagne ? Ha mai sentito il soffio del vento sulle creste ? E ha mai provato a pensare che con la sua attività trasforma il soffio del vento e il respiro della terra in cemento ? Non ho bisogno di spazi RI-trovati per arricchire i portafogli di qualche magnate e azionista svizzero ,gli spazi ci sono già,non ho bisogno di ritrovarli dopo che sono stati violentati.
    Caro dr Salvadore,segua il mio consiglio,questa sera lei e tutto il CdA si faccia forza,indossi un paio di scarpe da montagna ,e salga lungo gli antichi sentieri da Civate al Cornizzolo,ne legga della storia,ma la legga dai sassi che incontra,dalle baite che vede,dai rumori che sente, e poi si sieda su un prato accanto alla cima,e aspetti l’alba,nel silenzio, e pensi,per una notte distolga lo sguardo dal profitto. – potrebbe essere un originale esercizio di team building,non pensa ?-
    e si faccia un serio esame di coscienza,e rilegga ciò che ha spedito ai residenti di Civate.
    anche se non sarà così, ma spero di averle insinuato qualche dubbio,sulla meritorietà della vostra azione. e vi prego,dica ad Holcim HQ (immagino svizzera) di togliere quei ridicoli cartelli pubblicitari all’aereoporto di Zurigo,che vorrebbero convincermi che la vera scelta ambientalista è distruggere con assennatezza le montagne.
    Grazie

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